Dal cuore della terra... le PATATE!
    (solanum tuberosum)

La patata è un tubero originario del Sud America e più precisamente del Perù e del Cile; in Europa è arrivata verso il 1580 portata dagli esploratori spagnoli. All'inizio non fu tanto gradita e fu destinata al bestiame, ci vollero 200 anni prima di divenire l'alimento più noto e importante della Terra, tant'è che in Irlanda ci fu una grave malattia delle patate e siccome erano l'unica coltivazione del Paese molti morirono di fame. Oggi è una delle colture più diffuse al mondo perché cresce facilmente e si adatta ad essere cucinata in mille modi diversi (nei primi, secondi, contorni...) e si abbina a molti cibi. La patata è una ricca fonte di sostanze nutritive e ci dà energia. E' ricca di potassio che favorisce il ricambio dei tessuti (600 mg. x 100 gr.), ferro, amido sottoforma di zucchero a lento assorbimento (18%), fibre che regolano l'intestino ed ha un basso apporto calorico (85 cal. x 100 gr.). Inoltre contiene il 75% di acqua, idrati di carbonio, protidi, lipidi, fosforo, calcio, sodio, magnesio, manganese, rame, zolfo, acido pantotenico e folico, buone quantità di vitamine (C e B) e di sali minerali che vengono però ridotti in cottura e si concentrano soprattutto tra la buccia e la polpa. Infatti si consiglia sempre di bollire le patate con la buccia perché trattiene meglio le vitamine e i sali minerali che altrimenti si disperderebbero nell'acqua. La patata è indicata anche nelle diete perché ha la caratteristica di dare un senso di sazietà, ma nelle diete attenti al condimento perché l'apporto calorico aumenta sensibilmente: 100 gr. di patatine fritte apportano 350 calorie quindi è preferibile mangiarle bollite (80 cal. x 100 gr.), al forno o alla brace. E' altamente digeribile quindi è adatta anche a chi ha problemi digestivi e cotta a vapore (83 cal. x 100 gr.) è un buon sostituto del pane.

Di patate ne esistono centinaia di tipi: bianche o gialle, farinose o ricche d'acqua, novelle o vecchie... vediamone insieme alcuni tipi.

  • Kennebec: ha forma ovale con buccia e polpa bianca; è ottima per preparare minestre, purè o cotture a vapore.
  • Violetta: ha polpa farinosa e violetta che mantiene anche dopo la cottura; ottima per frittura.
  • Monalisa: è una delle migliori, è grande con buccia gialla e polpa bianca; ottima lessata, arrosto o fritta.
  • Agata: è grande con buccia e polpa gialla, viene coltivata durante tutto l'anno; ottima lessata o fritta.
  • Ratte: ha la forma di un corno con buccia giallo chiaro, irregolare e con polpa dal sapore di castagna; ottima in insalata.
  • Caesar: è una patata novella con buccia fine, gialla chiara e polpa gialla; ottima fritta.
  • Jaerla: ha buccia chiara, polpa soda e gialla, si conserva per poco dopo la raccolta; ottima fritta.
  • Red Pontiac: è rotonda con buccia rossa e polpa bianca; è ottima per preparare creme, minestre o purè.
  • Bintje: proviene dall'Olanda, ha buccia e pasta gialla chiara, si trova tra settembre e luglio; ottima al forno, fritta o in purè.
  • Charlotte: è piccola con buccia fine e polpa gialla; ottima arrosto, al vapore o al gratin.

Esiste anche un altro tipo di patata che non ha a che vedere nulla con la patata comune... è la patata americana. Si tratta di un tubero fibroso che cresce spontaneo nelle regioni tropicali dove è molto apprezzato, mentre in Italia non se ne fa grande uso anche se è ottima al forno o con burro crudo, lessata in acqua e sbriciolata nel latte caldo; è l'ingrediente principale nella torta di patate dolci, nei gnocchi dolci che vengono conditi con zucchero, cannella o burro. Ha un sapore dolce e delicato ed è di facile conservazione basta che venga riposta al fresco e al buio.

"I mangiatori di patate" è un dipinto ad olio su tela di cm 82 x 114 realizzato nell'aprile dell'1885 dal pittore olandese Vincent Van Gogh. È conservato al Museo Van Gogh di Amsterdam.

La differenza maggiore tra le varie patate comuni sta nella pasta. Quelle a pasta gialla vanno bene soprattutto per insalate, fritture, nelle cotture in cui deve rimanere intera o a pezzi; quelle a pasta bianca sono indicate per purè, crocchette e tutte le preparazioni in cui vengono sfarinate o bollite. Le patate novelle, invece, vanno solo cucinate al forno o in padella. Fate attenzione comunque alla scelta delle patate e soprattutto al loro aspetto esterno e alla polpa. La buccia deve essere priva di macchie, tesa, non soffice e soprattutto senza germogli perché questi possono provocare disturbi dovuti ad una sostanza in essi contenuta la "solanina", quindi devono essere totalmente rimossi come tutte le parti verdi. La polpa invece deve essere soda, umida, senza macchie e senza odori sgradevoli. Tutti i tipi di patate vanno conservate sempre in luoghi freschi, asciutti e lontani dalla luce perché così si impedisce la formazione dei germogli.

In cucina, come abbiamo già detto, vengono cotte in mille modi e abbinate a numerosi cibi. Vediamo ora due tra le più famose preparazioni della patata. Per fare le patate sotto la cenere basta avvolgere ogni patata in carta d'alluminio, metterle sotto la cenere calda di un caminetto e una volta cotte aprire l'alluminio, fare una croce sulla patata e metterci all'interno burro e sale. Si mangiano raschiando la polpa con un cucchiaino. Per fare invece un buon fritto di patate basta preparare una ciotola con acqua fredda e cubetti di ghiaccio e immergerci le patate a fettine sottili per 15 minuti. Dopodiché si scolano, si versa l'olio in una padella grande e si fa diventare bollente; poi si cominciano a friggere le patate poche alla volta per non farle ammucchiare. Scolatele su carta assorbente e salatele.


Le Patate di Oreno


Tutti ormai lo sanno che l'appuntamento biennale più atteso di settembre ad Oreno è la SAGRA della PATATA.
La famosa manifestazione ha preso il nome da questo "povero" tubero in quanto era coltivato in quasi tutti i campi attorno al borgo. All'epoca, la patata era l'alimento più consumato dalla maggior parte dei cittadini.
La patata coltivata è di pasta bianca "Kennebec" che ha origini storiche canadesi, ha una compattezza tale da renderla molto manipolabile, di conseguenza, ideale per fare gnocchi, pasta e purè.
I terreni orenesi sono adatti alla sua crescita in quanto trattengono l'umidità senza il ristagno dell'acqua, l'ottimo equilibrio tra i vari componenti minerali e l'umus, rendono questo il tubero particolarmente ricco e gustoso. Si semina dal 15 al 25 marzo e si raccoglie tra la fine di agosto e l'inizio di settembre. La patata orenese utilizzata in cucina ha una caratteristica particolare: non assorbe l'olio di frittura e non odora.



...la Patata che verrà

Tre agricoltori stanno cercando di introdurre una qualità italiana che sostituisca quella canadese.
IL BORGO DELLE PATATE SCEGLIE IL «MADE IN ITALY»
Sarà l'edizione 2008 della sagra orenese a decretare o meno il successo del nuovo tubero .
La Kennebeck, la patata di origine canadese, che ha reso famoso il borgo di Oreno, cede terreno a favore di una patata tutta made in Italy.


Un mazzo di Fiori di Patate...

Avete mai regalato alla vostra "morosa" un mazzo di fiori di patata? Probabilmente, anzi sicuramente, no. Eppure la tuberosa, allorché venne importata dall'America del Sud, probabilmente dall'Equador, intomo al 1540, era considerata una pianta ornamentale e nessuno pensava di poterla utilizzare per alimentarsi. Il suo viaggio in Europa la portò prima in Galizia, poi in Inghilterra e Irlanda e quindi in Francia dove però, ancora a fine 1700, era guardata con sospetto e considerata addirittura veicolo per la diffusione della lebbra.
Ma gli studi sulla patata proseguirono e si deve al farmacista militare ed agronomo francese Antonio Augusto Parmentier la riabilitazione del tubero, che ebbe la sua massima gloria mondana allorché lo scienziato offrì un mazzo di suoi fiori al sovrano Luigi XVI.
La sua diffusione esplose in seguito alla carestia del 1787. Due tatti diversi che segnarono la diffusione della patata in tutta Europa: i fiori ai nobili, i tuberi ai poveri.
In quello stesso periodo la sua coltivazione si propagò anche in Lombardia grazie all'agronoma Teresa Castiglioni Ciceri, che visse e morì a Como.
Quello che pochi sanno è che un pioniere della sperimentazione della coltivazione della patata fu il fisico Alessandro Volta, l'inventore della pila che gli consentì di ottenere per primo l'energia elettrica. Dunque patate e tecnologica, ovvero le attività che hanno fatto la fortuna di Oreno e del vimercatese.
E pensare che, fino ad un secolo fa, cereali ed allevamento del baco da seta erano le attività agricole più praticate nella contrada, unitamente al lavoro nei due opifici o "cannatori" situati in via Vallicella, edificio poi destinato ad oratorio maschile, e in via Lodovica.
Poi la meccanizzazione agricola portò all'abbattimento dei "murun" che delimitavano i viottoli tra i campi e il lavoro in fabbrica lontano da casa, spesso a Milano, fece drasticamente diminuire i contadini a tempo pieno.
E così la patata prese sempre più piede. Permetteva una attenzione non quotidiana alle coltivazioni e comunque garantiva guadagno a fine stagione. Basta ricordare i periodi di guerra: senza patate sarebbe stata la fame.
Senza patate non ci sarebbe stato il primo commercio con la città.
Insomma, una Sagra se la merita...!!!


La "Regina" in concorso

Tra le varie mostre e i concorsi che la "Sagra della Patata" promuove ed organizza, quello della "Patata più pesante" è uno dei più attesi. Vi possono partecipare solamente i coltivatori residenti in Oreno, con campioni coltivati nella terra orenese, entro i confini territoriali, corrispondenti alla delimitazione giuri sdizionale della Parrocchia di Oreno.
La consegna della patata (una sola) deve avvenire in alcune serate di settembre, prefissate ed indicate sullo specifico 'bando", presso la segreteria del Concorso, nella sede del Circolo Culturale Orenese. Ad ogni concorrente, espletate le operazioni di catalogazione e pesatura, viene rilasciata una ricevuta con numero progressivo di identificazione del campione.
I campioni ammessi al concorso rimangono di proprietà del Circolo Culturale Orenese, che a suo giudizio può esporli, fotografarli e/o reclamizzarli. La dichiarazione ufficiale dei vincitori e la consegna dei premi avviene durante la serata finale della Sagra.