“Oreno di un tempo, nelle fotografie ritoccate, racconta ciò che fu.”
Cort di Brina
oggi Corte San Carlo
E' ii cortile, che si trova al civico n. 8 di via Carlo Borromeo;
fa parte della Contrada S. Carlo.
Prende il nome da una antica e numerosa famiglia dei Brambilla, soprannominata appunto di Brina.
I discendenti di questa famiglia, oramai suddivisa in tanti rami, sono ancora numerosissimi e sparsi un po' dovunque sia in paese che fuori.
La Cort di Brina era fino a pochi anni fa un cortile a carattere prettamente contadino, ora si sta urbanizzando.
Lo ricordiamo, da ragazzi, quando nel cortile funzionava ii forno a legna e le donne della via vi accorrevano per la cottura del pangiald.
Noi ragazzi con qualche fico (secco), alcune mele o pere, si faceva la brusada. La carsensa, con l'uva, non piaceva però a tutti.
Ad accontentare i modesti desideri di noi ragazzi con la brusada era soprattutto la buona Angiulina dal Nan.
Cort di Lumagna
o Cort del Melon
o Corte dei Frati
E' il cortile che si trova al civico n. 1 di via Isonzo; fa parte della Contrada Varisela; è antichissimo.
Il nome del cortile deriva dal cognome della famiglia che vi abitava; i Meloni, appunto.
La seconda denominazione, da usarsi a piacimento, in altemativa alla prima, riflette ii nome di un'altra famiglia ivi ospitata.
Questa volta però, invece del vero cognome che è quello di Spinelli, viene usato ii soprannome che è quello dei Lumagna.
La denominazione ufficiale invece di Corte dei Frati non sappiamo quale fondamento possa avere.
Vi dimoravano od era di proprieta dei Frati del Convento di S. Francesco? Non si sa. Peraltro dev'essere antichissima.
Basterebbe visitare le cantine della famiglia Spinelli per ammirarne le volte che fanno pensare a cripte di chiese sotterranee.
Cort dela Pesa
o Cort del Masaia
E' il cortile che si trova al civico n. 9 di via Carlo Borromeo; fa parte della Contrada S. Carlo.
La prima denominazione, che e la più antica e la più genuina, deriva dalla presenza nel cortile della famiglia Rovelli, detta appunto del Masaia.
In questo cortile vi abitava però anche un'altra grande e numerosa famiglia detta del Belessa che contraddistingueva la famiglia Colnaghi.
Cortile di contadini, è facile trovare ancora oggi qualche stalla ospitante un cavallo. Nel cortile è ancora visibile il pozzo da dove veniva attinta l'acqua
per tutti gli usi quando ancora non esisteva l'acquedotto.
La seconda denominazione, Cort dela Pesa, è venuta in seguito quando, prima della guerra 1940-45, sulla piazzetta antistante venne installata la pesa pubblica
gestita dalla signora Martina del Cavalen.
Cort del Barbon
E' il cortile che si trova al civico n. 2 di via S. Caterina; fa parte della Contrada San Francesco; è forse il piu antico di Oreno.
Interessantissima è la struttura architettonica di questo cortile che fu sede di un Monastero di Umiliati che ebbero grande sviluppo nelle nostra zona.
II cortile è detto del Barbon molto probabilmente perchè un antenato della famiglia Villa che ivi risiedeva, aveva una folta barba.
La denominazione Barbon e della Famiglia e del Cortile, è antichissima.
In questo cortile abitava pure la famiglia Riva detta del fuino. Pensate: quando nel 1571 il primo parroco di Oreno don Gerolamo Albeo
redasse ii primo Stato d'anime (censimento) della parrocchia, questa famiglia era già elencata così: Lodouico detto fuino - persone n. 6.
Casìna Cavalera
Strada Comunale Della Santa
La cascina, che si erge nella campagna ad ovest dell'abitato di Oreno, venne eretta nel 1591 dai fratelli Bernardino e Ottaviano Scotti,
cavalieri dell'Ordine di Santo Stefano, dal cui titolo potrebbe derivare il suo nome.
Un viale alberato conduce all'ingresso, costituito da un portale a timpano ricurvo sovrastato da uno stemma gentilizio; al centro della lunga e semplice
facciata si trova un portico sormontato da una loggia, le cui tre campate centrali sono impreziosite da un doppio ordine di archi e coronate da un timpano.
Nel 1857 il duca Tommaso Gallarati Scotti realizzò un ampliamento della cascina, con la costruzione dei due bassi edifici laterali al portale e dei due nuovi
fabbricati rustici, perfettamente simmetrici, a levante e a ponente del cortile, ciascuno preceduto da un porticato ad archi in cinque campate.
Quest'ultimo intervento, accanto all'importante portale d'accesso, alle ampie dimensioni, all'impianto razionale e simmetrico, con soluzioni architettoniche
che richiamano il tono nobile della villa, fanno della Cascina Cavallera una delle più pregevoli realizzazioni del patrimonio architettonico rurale lombardo.